L’OPERA DEL FANTASMA

da martedì 24 settembre a domenica 06 ottobre 2019
al TEATRO VITTORIA

di Chiara Bonome e Mattia Marcucci

regia Chiara Bonome

con (in o.a.) Simone Balletti, Chiara Bonome, Valerio Camelin, Chiara David, Sebastian Gimelli Morosini, Mattia Marcucci

Il Teatro Vittoria presenta “L’Opera del fantasma”, confermando la volontà di dar voce e visibilità alle opere scritte, dirette e interpretate dai giovanissimi. Brillante black comedy, “L’opera del fantasma” affronta con ironia le vicende di una compagnia teatrale che, durante la messa in scena di uno spettacolo, si vede privata della figura del regista e autore dell’opera, colpito da un improvviso attacco di cuore. La prematura scomparsa del regista da vita a un susseguirsi di situazioni esilaranti e inaspettate, prima su tutte la sua apparizione come fantasma intento a scoprire le reali cause della sua morte, e a un inarrestabile succedersi di eventi che, invece di aiutarlo a risolvere il mistero, fa emergere altri segreti e torbide verità. Lo spettacolo innova la visione tradizionale della percezione dello spazio scenico, dove gli spettatori sono abituati a vedere interagire gli attori tra loro come se fossero nella vita “reale”. La regista Chiara Bonome ha scelto di rappresentare una pièce in cui alcuni personaggi potessero essere visibili soltanto al pubblico e totalmente invisibili per gli altri personaggi in scena. Il risultato ha portato risvolti inaspettati: dalla difficoltà nell’interpretare l’invisibilità, ma allo stesso tempo la presenza, a quella del credere di non vedere ciò che in realtà è materialmente presente davanti agli occhi degli attori. In scena la realtà dell’irreale, il contatto con
l’ultraterreno, il magico, l’esigenza della vita dopo la morte, inserendo la sua storia all’interno di uno dei contesti più surreali che esistano: il teatro, con le sue passioni, le liti, i tradimenti, gli amori, gli stadi emotivi e le tendenze autodistruttive. Si susseguono, così, con spontanea naturalezza anche gli avvenimenti più deprecabili, come quelli che riguardano la morte, soprattutto se non spontanea, a testimonianza del dilagante social-voyerismo, della ricerca spasmodica dell’apparenza a discapito dell’essenza, in un paranormale paradosso in cui l’essenza più forte diventa quella immateriale e intangibile del personaggio - fantasma, piuttosto che del personaggio in vita.

scenografia Giorgia Di Pietrantonio,

costumi Sheila Grazini e Giulia Pagliarulo

musiche a cura di Gianmarco Palluzzi con la collaborazione di Leonardo Monopoli

disegno luci Valerio Camelin

datore luci Alessandro Pezza

foto di scena Manuela Giusto

grafica foto Andrea Magno

produzione Attori & Tecnici