Spettacoli Tirso

Regia di Piero MORICONI

con Andrea RONCATO Angela MELILLO Moreno AMANTINI Valentina PAOLETTI

Lucio (Andrea Roncato) giunto ormai in un età in cui il bilancio con la vita ed il proprio passato irrompe con prepotenza, passa il suo tempo davanti allo specchio.  Croce e delizia della sua vita. Allontanato dalla sua famiglia molti anni prima, partì da un paese del sud con una valigia piena di sogni e voglia di cambiamento. Il teatro, recitare, evolversi. Questo era il suo unico obiettivo. Accettava qualsiasi ruolo. E nonostante questo la sua carriera di attore finì molto presto. Ma con l’evolversi della società e la nascita di club di un certo tipo finalmente cominciò ad esibirsi in pianta stabile nel genere di locali dove era se stesso e poteva essere libero di vivere la sua vera natura. Tenuta gelosamente nascosta conoscendo il male che i pregiudizi potevano fare. Appena arrivato nella grande città viene aiutato e sostenuto dalla sua migliore amica Rossella, prostituta romana verace e vera. 
Finalmente dopo tanti anni la famiglia di Lucio lo cerca. Finalmente di nuovo si interessano a lui. È La sorella a cercarlo per comunicargli che sua nipote Catina vorrebbe fare un viaggio nella grande città e quindi chiedono a lui ospitalità per la ragazza. Lucio non vuole rinunciare ad un’opportunità di ricongiungimento, ma non vuole nemmeno che la sua famiglia scopra quale tipo di vita è la sua. Così chiede a Rossella di aiutarlo ad inventare una vita diversa. Ma tutto precipita perché Catina è troppo curiosa e invadente. Lucio a disagio decide di mandarla via…fino ad arrivare alla grande rivelazione.

 

 

Regia di DADO

L’attore mette in scena una delle qualità più represse dell’individuo della società moderna:
L’impertinenza.
Il motivo per il quale quando un bambino parla tutti noi gli riconosciamo una spontaneità irresistibile è proprio perché è privo di sovrastrutture formali che lo rendono finto come la maggior parte delle persone che incontriamo.
Lo spettacolo è una ricerca da parte di un comico del linguaggio più puro è più libero possibile per raccontare con ironia quasi fanciullesca il suo punto di vista sul mondo!
Purtroppo dovrà fare i conti con un’educazione troppo cattolica, con le consuetudini piccolo borghesi della sua famiglia e con la paura del giudizio della suocera…del sud!

 

 Regia di Pippo FRANCO

con Pippo FRANCO GEGIA Giacomo BATTAGLIA Gigi MISEFERI

 

Brancaleone e la sua armata prende piede dal ritorno dalla Terra Santa di Brancaleone (Pippo Franco); dopo aver combattuto quella che lui definisce la sua ultima battaglia, il comandante chiede ospitalità a Colombello (Giacomo Battaglia), un clerico eremita, uomo colto ed esperto cerusico al servizio del Vescovo di Trani. Da questo incontro si svilupperanno una serie di avventure e imprevisti che Brancaleone dovrà fronteggiare: solo così si renderà conto di aver vissuto metà della sua esistenza come uomo d’armi, mentre l’altra metà, quella dell’esperienza dell’amore e della visione spirituale dell’essere, gli è rimasta sconosciuta. Con l’aiuto di una serie di personaggi che, poco alla volta, formeranno la sua armata, il nostro eroe arriverà a una piena coscienza di sé, incontrando finalmente la donna della sua vita.

Può l'annuncio di un inaspettato matrimonio sconvolgere momentaneamente una vecchia amicizia? Possono le nozze improvvise ed imminenti determinare una serie di reazioni a catena del tutto imprevedibili? A queste domande, fra colpi di scena, intrighi e rimbalzi autenticamente comici ed originali, cercherà di rispondere questa nuova commedia italiana. Due ore di divertimento per ritrovarsi e, magari, riconoscersi in una fotografia genuina e disincantata dei nostri giorni attraverso il potere universale della risata "per motivi contingenti".

 

Regia di Giuseppe MANFRIDI

con Maurizio MATTIOLI

Mattioli interpreta Fabrizi. Reinventa Fabrizi. Diventa lui. Un Fabrizi che racconta se stesso da cima a fondo attraverso la voce, le movenze e l’aspetto dell’unico altro Mastro Titta del nostro teatro.
Insomma, un Maurizio di nome Fabrizi. Un Maurizio che a tratti torna ad essere Maurizio… “E qua so’ io!”…e poi di nuovo Aldo, lui, l’originale, magari brusco, provocatorio, e pronto a riprendersi la ribalta. Sarà questo il presupposto per dar vita a un omaggio sincero, pieno di colpi di scena (e di scenette) a un teatro di varietà che è ormai parte radicata della nostra cultura e del nostro costume.
Tuttavia, il nostro è anche il racconto concreto dell’ultima stagione di Fabrizi, quando il grande attore viveva accudito da una delle sorelle e inondato di ricordi. La sorella si chiama Italia, è praticamente sorda e ha una sola passione: i cruciverba.