Spettacoli Ghione

recital

con Gianfranco Jannuzzo
di Gianfranco Jannuzzo e Renzino Barbera

Ho sempre cercato di raccontare gli italiani attraverso l’uso dei nostri dialetti, convinto, come sono, che essi abbiano, per la loro naturale immediatezza, spontaneità, ricchezza di sfumature, una forza di comunicazione straordinaria e che rivelino, quasi sempre, il carattere, l’intima indole di chi li adopera: Veneti, Calabresi, Liguri o Campani che siano. Siamo tutti orgogliosi di essere Lombardi o Lucani , c’è sempre in tutti noi tanto sano campanile, ma alla fine siamo semplicemente orgogliosi di essere Italiani.

se-questo-e-un-uomo

dall’opera di Primo Levi
regia Daniele Salvo

La nostra realtà quotidiana è fatta di illusioni, immagini preconfezionate, profonde convinzioni, sogni a buon mercato. Viviamo quotidianamente l’illusione dell’identità. Costruiamo carriere, rincorriamo posizioni sociali, crediamo di “essere” qualcosa o qualcuno, pensiamo di lasciare un segno nella Storia con le nostre azioni, coltiviamo il nostro misero “ego”, discutiamo di politica, di opportunità, ci sentiamo superiori, dispensiamo giudizi, ci agitiamo al caldo delle nostre case e delle nostre famiglie. Ci “intratteniamo” pensando di “ingannare il tempo”.

lidea-di-ucciderti

con Fabio Sartor, Caterina Murino e con Paolo Lorimer con Francesco Maccarinelli, Francesca Annunziata e la partecipazione straordinaria di Paila Pavese
scritto e diretto da Giancarlo Marinelli

Mi sono ispirato a una storia vera. Vera non nella tragedia qui scritta. Ma nei presupposti che avrebbero potuto condurre a quella tragedia. Nella realtà nessuno ha ucciso nessuno. Almeno non fisicamente. E però, fuori da ogni ipocrisia, lo devo ammettere: ascoltando chi me l’ha raccontata, per un attimo, mi è balenato lo spettro. Che è il titolo di questo lavoro. L’idea di uccidere. Sono un uomo “femminista” dalla nascita: adoro le donne; mi sveglio la mattina, per incontrare una donna; scrivo e dirigo pensando sempre alle donne. Non ho mai alzato un dito contro una donna. E mai lo farò. Eppure, immedesimandomi nel protagonista di questa storia, quello spettro è affiorato. Capiterà anche al pubblico che assisterà allo spettacolo. E mi odierà, e si odierà per questo.

dopo-il-silenzio

dal libro Liberi Tutti di Pietro Grasso
scritto da Francesco Niccolini e Margherita Rubino
con Sebastiano Lo Monaco, Elisabetta Pozzi, Turi Moricca
regia Alessio Pizzech

Dopo la significativa esperienza di Per non Morire di mafia, tratto dall’omonimo libro,  è ora la volta di Dopo il Silenzio. Una nuova avventura teatrale, questa, una scrittura autonoma che vede la collaborazione tra una figura come Pietro Grasso ed uno dei più interessanti drammaturghi italiani, Francesco Niccolini. Un testo questo che vede la luce, per giunta, in uno scenario politico e sociale, rispetto a due anni fa, sempre più costantemente disorientante in cui con una velocità sorprendente tutto è divorato : dai contenuti culturali, fino alle informazioni di carattere scientifico e tecnologico.

le-notti-bianche

dal romanzo di Fedor Dostoevskij
con Giorgio Marchesi e un attrice da definire
adattamento e regia Francesco Giuffrè

LUI. Il sognatore.
E’ impossibilitato alla quotidiana banalità della vita. LUI sogna, immagina, si interroga sulla vita mentre gli altri invece vivono. LUI è un diverso. Se ne rammarica. Vorrebbe essere come gli altri, presi dai ritmi della vita, senza il tempo di porsi delle domande ma non riesce a stare dietro ai ritmi del quotidiano. LUI si è costruito un mondo solitario, lento, fatto però di mille cose. Conosce le persone che incontra senza parlarci mai davvero, eppure con un ognuno ha una specie di rapporto, costruito nella sua testa.

war-game

con gli attori della Compagnia OmnesArtes
scritto e diretto da Guido Governale, Veruska Rossi e Riccardo Scarafoni

Sette bambini. Una cameretta. Un gioco virtuale. Un obiettivo da raggiungere. Nelle quattro mura di casa un divertimento come tanti. Niente è reale. Fino a che le emozioni… Non piu’ bambini ma ragazzi. Non piu’ lontani dalla realtà ma vicini. Non piu’ pigiami da notte ma tute mimetiche.