La mattina del 26 Aprile 1911 “LA STAMPA” di Torino titolava in cronaca: Emilio Salgari si è ucciso a colpi di rasoio. Con il suo gesto lascia quattro figli e una moglie; Ida Salgari che sarà ricoverata nel Regio Manicomio, reparto indigenti. Ida parla con un’infermiera invisibile. Grida e implora, minaccia e prega. Apre squarci sulla vita intima dello scrittore, sul suo modo di lavorare, l’alcol, il rapporto tormentato con gli editori, le sue mitomanie, le infedeltà, le innegabili dolcezze.

Una vita d’artista, straordinaria, immaginosa e vulnerabile, faticosa e disperata di cui Ida ne è la cronista e testimone. Con un linguaggio che mescola all’italiano accenti di verità padane, questa donna ci offre il ritratto di uno scrittore che fuori da apparati ufficiali ha saputo conquistare il cuore di molte generazioni di lettori. Non solo italiani.